Delusione

22 juillet 2026 à 13:39:07
Non è semplice recensire negativamente un luogo che per una buona parte della mia vita ho considerato una seconda casa. Ma purtroppo è necessario.
Il camping Baia Holiday Centro Turistico San Nicola di Peschici, ex Centro Turistico San Nicola, è un bellissimo campeggio che purtroppo, ha più di un... grosso difetto.
Da quando la gestione e la proprietà sono passate in mano alla holding Baia Silvella S.p.A., il clima caldo e familiare di un tempo è scomparso.
Per chi come me, lo ha visto crescere e migliorare nel corso degli anni, dai primi anni '80 fino alla metà degli anni '90 e successivamente nella prima metà degli anni 2000, vedere come si è ridotto oggi è davvero una tristezza.
Un tempo il campeggio, gestito dai peschiciani, era sempre pieno. I prezzi erano accessibili e la qualità dei prodotti era locale e di alto livello.
Dove un tempo il vociare gioioso dei bambini si mescolava alle risate degli adulti, oggi regna il silenzio. Intere vie sono vuote, le piazzole, ampie e ben delineate, aspettano soltanto di essere occupate. L'unico suono che si sente è il frinire delle cicale.
Purtroppo, il fatto che il campeggio sia così poco frequentato sembra aver portato anche a situazioni che un tempo non si verificavano. Mi riferisco ai furti: costumi, vestiti e altri effetti personali lasciati ad asciugare sono diventati oggetto di spiacevoli episodi. È successo anche a mia moglie, alla quale sono stati rubati due abiti da sera, due costumi e abbigliamento intimo.
Ciò che mi ha lasciato maggiormente deluso, però, è stato il totale menefreghismo della direzione. Di fronte a due episodi così gravi non abbiamo ricevuto nemmeno delle semplici scuse. Solo dopo più di una settimana è emerso un minimo di interesse per quanto accaduto, ma senza una reale volontà di approfondire la situazione o di comprenderne le cause. Un comportamento che ho trovato profondamente deludente e che, a mio avviso, è del tutto inaccettabile.
Le uniche persone che si sono realmente preoccupate dell'accaduto sono state le guardie del campeggio, che, di propria iniziativa, hanno intensificato le ronde in quell'area nel tentativo di garantire maggiore sicurezza.
Inoltre i prezzi sono ormai quelli di un resort a cinque stelle (ad esempio, quattro brioche costano 6 euro).
Il minimarket è poco fornito, caro e propone soprattutto prodotti confezionati. Un tempo, sull'ampio piazzale, il fruttivendolo vendeva frutta e verdura fresca, il giornalaio (oggi del tutto scomparso) aveva il suo negozio e il pescivendolo arrivava ogni mattina con il pescato del giorno. Anche i latticini erano di produzione locale, mentre oggi sono tutti confezionati, gli stessi che si trovano nei grandi supermercati.
Andare a mangiare al ristorante è come entrare in un ristorante stellato, almeno per i prezzi, con l'unica differenza che molti prodotti, compreso il pesce, sono surgelati. In una località di mare questo, a mio avviso, non è accettabile.
Manca inoltre il Wi-Fi in gran parte del campeggio (è disponibile soltanto nell'area del bar e del ristorante), nonostante oggi sia uno dei servizi più richiesti.
La spiaggia, un tempo quasi interamente libera, è ora occupata per la maggior parte da ombrelloni a pagamento.
Oltre a tutto questo, è scomparso anche il calore umano che rendeva speciale questo luogo. Il personale appare molto spesso, freddo e distaccato.
È vero, il passato viene spesso ricordato con nostalgia, ma qui non si tratta solo di ricordi: basta confrontare ciò che il campeggio offriva un tempo con quello che offre oggi per rendersi conto di quanto sia cambiato.
È un peccato vedere un luogo che per decenni è stato un punto di riferimento perdere quella sua identità fatta di semplicità, ospitalità e autenticità.
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